martedì 5 aprile 2016

Omaggio a Josè Wilker: 2 anni di saudade


Josè Wilker nasce a Juazeiro do Norte il 20 agosto 1946. Inizia la sua vita artistica negli anni '60 nel Movimento Popular de Coltura del Partito Comunista Brasiliano, dove studiò teatro, diresse vari spettacoli per la regione sertaneja e realizzò documentari sulla cultura popolare, nel 1964 il lavoro della MPC fu interrotto dai militari. Nel 1967, Josè si trasferisce a Rio de Janeiro per studiare sociologia ma abbandonò presto la facoltà per dedicarsi completamente al teatro. Vinse vari premi e con l'opera O Arquiteto e O Imperador da Assíria ricevette il Premio Molière come migliore attore nel 1970. Nel 1971 debutta il televisione con la telenovela Bandeira 2. Nel 1975 arriva il primo ruolo da protagonista in Gabriela dove interpreta Mundinho Falcao, eroe positivo del romanzo di Jorge Amado. Questa opera ritornerà nella sua carriera con il remake del 2012 dove incarna il brutale Colonnello Jesuino e faranno storia le sue esclamazioni come: “Eu vou l-he usar!” (Voglio usarti!), “Nao me fale dos meus cornos” (Non parlarmi delle mie corna), “Corno manso nao” (Cornuto tranquillo mai!)
Gli anni '70 oltre che alla televisione e al teatro consacrarono Wilker come attore sul grande schermo con ruoli importanti in Xica da Silva (1976), Donna Flor e i suoi due mariti (1976) in cui interpreta il protagonista Vadinho accanto a Sonia Braga e a Mauro Mendoça, Bye Bye Brasil (1979). Nel 1978 fece un cammeo nel film italiano Professor Kranz tedesco di Germania di Luciano Salce dove faceva da spalla a Paolo Villaggio. Lavorò a Hollywood dove attuò nella pellicola Mato Grosso (1992).
Wilker ha incarnato una serie di personaggi che lasciarono il segno nella teledrammaturgia Globo: da Rodrigo di Anjo Mau (1976) a Osvaldo di Brillante (1981). Ma il personaggio più importante è Roque Santeiro (1985) di Aguinaldo Silva che lo consacrò come l'attore più famoso del Brasile. Nel 2004 un altro personaggio di Silva, Giovanni Improtta di Senhora do Destino, ebbe enorme successo tanto che il personaggio venne trasporto al cinema con la regia dello stesso Wilker nel 2013.
Molte le miniserie a cui l'attore prese parte: Anos Rebeldes (1992), A Muralha (2000), nel 2006 è protagonista di JK dove interpreta il presidente Juscelino Kubitschek e Amazônia, de Galvez a Chico Mendes (2007). Wilker diresse alcune importanti novelas come Louco Amor (1983) di Gilberto Braga e Transas e Caretas (1984) di Lauro Cesar Muniz. Per anni ha condotto il programma di telecronaca alla Cerimonia degli Oscar. Tra il 2003 e il 2008 è stato direttore e presidente di Riofilm, casa produttrice cinematografica di Rio de Janeiro.
Nel 2014 interpreta il suo ultimo ruolo in Amor a Vida. Il 5 aprile 2014 muore improvvisamente a causa di un infarto. Pochi giorni prima della morte improvvisa aveva donato il suo sterminato archivio personale di pellicole a Rede Globo.
Josè Wilker ha due figlie: Mariana frutto del matrimonio con l'attrice Renée de Vielmond (Atto d'Amore) e Isabel con l'attrice Monica Torres (Ciranda de Pedra).
Una telenovela che è ancora possibile vedere in Italia con Wilker è Final Feliz conosciuta come Happy End, il protagonista non è il classico mocinho tutto buoni sentimenti e tormenti amorosi, ma una simpatica canaglia di nome Rodrigo, che avrà una relazione turbolenta con la cugina Debora (Natalia Do Vale), morti simulate, omicidi e tante risate fanno da sfondo al nucleo principale.
Rodrigo è cinico, ironico, irriverente e seduttore, Josè Wilker fa splendere questo personaggio con la sua recitazione brillante che spazia dal registro comico a quello drammatico. Una caratteristica che lo ha sempre accompagnato in tutta la sua carriera anche nei personaggi più oscuri troviamo la nota divertente e viceversa nei ruoli più comici troviamo un sottofondo di malinconia. Wilker racchiude nella sua arte le sfumature del Brasile: dalla gioia di vivere alla tristezza, dall'ironia pungente del carioca alla caparbietà del nordestino, dal samba di roda al jazz. Rimarrà per sempre lo spirito di Vadinho, il sorriso di Rodrigo e la battuta tagliente di Jesuino.


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