domenica 17 marzo 2013

Le pagelle di Telenovelas Mania - A vida da gente


BREVE TRAMA:
La novela racconta la storia d'amore tra Ana e Rodrigo, che si conoscono fin da bambini.
Jonas, padre di Rodrigo, rimasto vedovo, ha sposato la madre di Ana, Eva, quando Rodrigo aveva undici anni.
Ana e Rodrigo iniziano una relazione ma Eva non lo accetta, soprattutto perché ha iniziato le pratiche della separazione da Jonas, il quale la tradiva con la sua giovane personal trainer, Cris.
 A complicare la situazione interviene la notizia che Ana, la figlia che Eva tanto ama e elogia continuamente, campionessa di tennis e piena di risorse (al contrario della sorella, Manuela, verso la quale non nutre la stessa ammirazione) è incinta di Rodrigo.
Eva decide di portare la ragazza fuori dal Brasile così da allontanarla definitivamente da Rodrigo. Passa il tempo e Ana torna in Brasile con una bambina, Julia, ma rimane purtroppo vittima di un incidente che la fa rimanere in coma per cinque anni. 
Rodrigo intanto scopre di avere una figlia e si dispera per la condizione di Ana. 
Inizia a questo punto la seconda fase della novela: Ana si risveglia dal coma e scopre che la sua vita è totalmente cambiata. Rodrigo è ora sposato con Manuela, sua sorella, e insieme stanno crescendo la piccola Julia. 
Ana cerca di conquistare l'affetto della figlia, e si sente tradita da Manuela e anche da Rodrigo, il quale non l'ha mai dimenticata e vorrebbe tornare con lei.
Ana è confusa e non sa come comportarsi e finisce per tradire sua sorella, come aveva fatto lei. Infatti Ana inizia a vedere Rodrigo di nascosto e Manuela lo scopre, rimanendo profondamente delusa dal suo comportamento.
Nel frattempo Ana ha conosciuto il neurologo Lucio (Thiago Lacerda), che l'ha aiuta durante il difficile ritorno alla "vita normale" e che si è innamorato di lei.
Riusciranno le due sorelle a fare pace e a ritrovare l'armonia e l'amore che le ha sempre legate fin da piccole?

RECENSIONE: 
Ho trovato questa storia molto gradevole, in alcuni punti lenta, ma tutto sommato è un buon prodotto.
La trama letta così, senza aver visto la storia, può sembrare banale perché ci sono molti di quegli elementi classici di una telenovela, come la gravidanza in giovane età della protagonista, due sorelle che si innamorano della stessa persona, la madre che preferisce una delle sue figlie e quasi disprezza l'altra,ecc.
Ma "A vida da gente" non è solo questo, è storia capace di regalarti momenti di gioia e di commozione, molto vicina al pubblico.
Lìcia Manzo con questa novela ha fatto il suo debutto nel mondo delle telenovelas e devo dire che è stato un buon debutto. La telenovela non ha avuto un grande successo in Brasile (peccato) forse dovuto alla lentezza della storia.
Tutti gli attori sono convincenti, a partire dai più piccoli, come Marcello Mello Jr., Maria Eduarda, Julia Almeida, fino ai più noti e apprezzati, come Paulo Betti (Filippo Ventura in "La forza del desiderio"), Stenio Garcia, Neuza Borges, e ai protagonisti Fernanda Vasconcellos, Marjorie Estiano (il mio personaggio preferito), Rafael Cardoso e Thiago Lacerda.
La storia è diversa dalle altre proposte da Rede Globo, soprattutto da Manoel Carlos, grande maestro di Licia Manzo, per quanto riguarda l'attenzione alla psicologia di ogni personaggio.
Ma non solo. Siamo abituati a vedere le telenovele, specie quelle di Televisa, con questi grandi antagonisti, capaci di ogni atrocità, di uccidere a sangue freddo, di ingannare abilmente le persone che odiano. Niente di tutto questo accade in "A vida da gente".
Per Lìcia Manzo non è necessario avere villane di questo genere per poter scrivere una bella storia. Le storie più interessanti sono quelle che possiamo vedere intorno a noi, nelle quali possiamo immedesimarci.
Eva, che possiamo considerare un po' la "cattiva" della storia, interpretata da Ana Beatriz Nogueira, vive un difficile rapporto con Manuela, sua figlia, e preferisce la primogenita a lei. Questa è una cosa che accade spesso nella realtà. Molti genitori fanno preferenze tra i figli.
E poi nella vita tutti siamo un po' buoni e un po' cattivi, tutti sbagliamo pensando magari di fare la cosa più giusta, e intanto facciamo del male a qualcuno.
Le due protagoniste sono delle brave ragazze, con dei buoni sentimenti, legati da un affetto speciale. Ma l'amore verso Rodrigo riesce a rovinare il loro legame, a farle diventare un po' "la villana della situazione", l'una contro l'altra per un giovane.
E dalla loro storia capiamo che più delle coltellate, più di uno sparo, come siamo abituati a vedere nelle telenovele di solito, feriscono le parole.
Ana e Manuela si amano profondamente, sono sorelle ma anche migliori amiche che dividevano gioie e dolori. Eppure si feriscono con le parole, con dei gesti e soffrono sia per il male ricevuto che per quello dato.

Da pelle d'oca la scena in cui Ana, ormai risvegliata dal coma, rende conto di aver perso tutto: "Questa casa dovrebbe essere mia! Questa vita dovrebbe essere mia! E Julia è mia figlia, non è tua figlia!"
Ana sente che sua sorella le ha rubato tutto, il fidanzato, la casa, la figlia, tutta la sua vita.
Ma Ana non conosce la sofferenza di Manuela, non capisce fino in fondo cosa prova, cosa ha dovuto passare per arrivare fino dov'è arrivata, i suoi sensi di colpa....
Il rapporto tra le due e le loro vicende fanno sì che nemmeno ti accorgi che non ci sia una villana forte, o un protagonista maschile con gli attributi!
Infatti trovo i personaggi maschili molto più deboli e con meno carattere di quelli femminili.
Rogrigo non mi è piaciuto molto, scompariva di fronte alla bravura della Estiano, era codardo, debole, agiva sempre d'impulso, immaturo nelle sue decisioni, sempre.

Non ho gradito molto la presenza di Inà, la sensitiva della storia, un personaggio secondario che aveva previsto molte cose della trama, come l'incidente di Ana, il suo risveglio... forse potevano evitarlo, però niente di così inguardabile.
Altre storie secondarie, invece, mi hanno colpita positivamente, come quella di Moema, interpretata da Claudia Mello, che all'età di 50 anni, decide di rimettersi a studiare e diventare infermiera, a dimostrazione che non è mai tardi per realizzare i propri sogni.
Il mio voto per questa storia è: 7-

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