Addio a Manoel Carlos: Il Maestro che ha raccontato l'Anima del Brasile attraverso le sue "Helenas"

Il mondo della televisione e della cultura brasiliana piange la scomparsa di Manoel Carlos, per tutti semplicemente "Maneco". Si è spento all'età di 92 anni uno dei più grandi drammaturghi della storia, un autore che ha saputo trasformare la quotidianità del quartiere Leblon di Rio de Janeiro in uno specchio universale dei sentimenti umani.



Nato a San Paolo nel 1933 ma carioca d'adozione, Manoel Carlos ha ridefinito il genere della telenovela. Le sue storie non cercavano il colpo di scena assurdo, ma la verosimiglianza.

Le sue trame erano fatte di conversazioni nei caffè, pranzi domenicali e conflitti familiari in cui chiunque poteva rispecchiarsi.

Il marchio di fabbrica di Maneco era la sua protagonista: Helena. Ispirandosi alla mitologia greca, l'autore ha creato una serie di eroine indimenticabili, madri forti e imperfette, capaci di sacrifici estremi per i figli ma mai prive di vanità o contraddizioni umane.
Grandi attrici hanno dato il volto a queste icone: Lílian Lemmertz (la prima, in Baila Comigo), Regina Duarte (protagonista dei successi storici Por Amor, História de Amor e Pagine di vita),  Vera Fischer (nella celebre Laços de Família), Taís Araújo (la prima Helena nera in Viver a Vida), Júlia Lemmertz (figlia di Lílian, che ha chiuso il cerchio nell'ultima opera del maestro).



Forse l'eredità più grande di Manoel Carlos risiede nella sua capacità di usare la finzione per educare il pubblico. Maneco non aveva paura di inserire temi spinosi e urgenti nelle sue sceneggiature, come ad esempio la donazione di midollo osseo. In Laços de Família, la lotta di Camila contro la leucemia portò a un record storico di donatori in Brasile. Oppure l'alcolismo e violenza sulle donne, in Mulheres Apaixonadas, denunciando apertamente la violenza domestica e le dipendenze e spingendo il governo a varare nuove campagne di sensibilizzazione.

Ha trattato con estrema delicatezza il tema della disabilità (come la paraplegia in Viver a Vida) e della sindrome di Down (Pagine di vita), abbattendo barriere di pregiudizio in milioni di case.

Manoel Carlos lascia un vuoto incolmabile, ma anche una lezione preziosa: la televisione può essere intrattenimento e, allo stesso tempo, un potente motore di cambiamento sociale. 

I suoi "drammi sotto il cielo azzurro di Rio" continueranno a essere studiati e amati per la loro capacità di raccontare la vita così com'è: complessa, dolorosa, ma immensamente bella.

R.I.P. Maneco

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