sabato 9 settembre 2017

I temi sociali nelle telenovelas: L'AIDS

 a cura di Elisa Graziani e Marianna Vitale

L'AIDS, malattia silente e caduta un po' nel dimenticatoio della memoria, forse per evitare di parlarne perché ancora non esiste una cura definitiva, è uno degli argomenti che le telenovelas hanno trattato sempre abbastanza superficialmente.
Ma all'inizio degli anni '90, anche a causa dell'aumento delle morti e dei contagiati, alcuni prodotti seriali hanno abbordato questo tema sensibile, sicuramente con l'intento di mettere in guardia le possibili vittime e le famiglie. 

L'AIDS, inoltre, è una malattia che ha ucciso persone anche nel mondo delle telenovelas, come il giovanissimo Lauro Corona (Dancin' Days, Destini).



Tra le novelas arrivate nel nostro paese che hanno trattato questo argomento c'è Celeste, con Andrea Del Boca, dove il personaggio Bruno Rossetti (Arturo Maly) scopre di essere malato di AIDS dopo una relazione omosessuale non protetta. La villana Teresa Visconti (Dora Baret), che aveva una relazione con Bruno, pensa di essere stata contagiata dal virus e decide di suicidarsi, ma il suo piano non riesce e la ritroviamo nel sequel Celeste 2 dove, dopo essere stata ricoverata in un centro specializzato contro l'AIDS, ritorna con l'intensione di vendicarsi e far risorgere l' “impero Visconti”. Dopo essersi sbarazzata della nuora, (organizzando un rapimento durante il quale Celeste perde la memoria) si risposa con Giancarlo (Henry Zakka), ma il matrimonio non sarà felice per i maltrattamenti di lui che la condurranno alla morte.

Nel 1991 anche nella telenovela Valeria e Massimiliano il personaggio interpretato dall'attrice Rosita Arenas, la dottoressa Bianca, s'infetta con il virus dell'AIDS mentre sta esaminando il sangue di un paziente.





Tra le prime telenovelas non arrivate in Italia, nel 1987 in Brasile si parla di HIV nella novela di Rede Manchete Corpo Santo, grazie al personaggio di Marina "Nela", interpretato da Eliene Narduchi, una prostituta che viene contagiata da uno dei suoi clienti ma che riesce a vivere a lungo grazie all'aiuto di un altro personaggio, Otavio Augusto.
Il pregiudizio all'epoca era così forte che, un mese prima che venisse mandato in onda l'episodio, in seguito alla notizia apparsa sulla rivista Amiga, la vita dell'attrice Narduchi diventò un vero e proprio inferno. I vicini smisero di parlare con lei e la evitavano, mentre alcuni attori la criticavano per aver accettato di interpretare un ruolo del genere.
Eliene, però, dichiarò di essere orgogliosa di portare in tv un tema così delicato e importante.
Inoltre, nelle sue scene, era l'unica prostituta a fare propaganda al preservativo -- a camisinha-de-
vênus -- e il suo motto divenne famoso: "homem bem vestido não corre perigo, mulher prevenida não sai da vida" (letteralmente: uomo ben vestito non corre pericolo, donna prevenuta non perde la vita).

Nel 1989 Gloria Perez porta in tv la telenovela 
Carmem (1989), dove la protagonista Rosimar, umile casalinga, viene contagiata dal virus a causa di una trasfusione di sangue. Discriminata dai vicini di casa, che la evitano in ogni modo, riceve l'aiuto di un sociologo, Betinho, che si impegna a far visita agli abitanti del suo quartiere per fare chiarezza sulla malattia. Alla fine della storia Rosimar riesce a reintegrasi nella società.

L'AIDS  è stato tema anche di una telenovela messicana, Amor de Nadie, del 1990, dove Lucìa Mendez ha dato vita al personaggio di Sofia che, dopo aver trovato l'amore, scopre che il suo compagno Guillermo è sieropositivo ma decide di sposarsi ugualmente con lui e aiutarlo a superare un momento così difficile e duro da accettare.

Nel 2005 a Cuba va in onda una telenovela che per la prima volta ha come tema principale proprio l'AIDS. Si tratta di "La cara oculta de la luna" di Freddy Domìnguez, che racconta cinque storie che hanno l'obiettivo di far riflettere il pubblico e chiamarlo ad adottare sempre una condotta sessuale responsabile.

Nel 2007, Manoel Carlos decide di scrivere un personaggio sieropositivo nella novela Pagine di Vita. Finalmente Rede Globo tratta l'argomento nell'orario nobile. Il personaggio sieropositivo infatti non muore a causa della malattia ma rimane vivo e sotto cura di Diego (Marcos Paulo). Nella versione italiana della novela questa storyline ha subito molti tagli e la storia e il personaggio perdono importanza e purtroppo passano praticamente inosservati dal pubblico. 

Oggi è in onda in Brasile la superserie Os dias eram Assim e finalmente nel nucleo
centrale si parla di AIDS in modo approfondito. Il personaggio di Nanda (Julia Dalavia) è infatti affetta da HIV, la figlia di Kiki (Natalia do Vale) e sorella della protagonista Alice (Sophie Charlotte) è stata contagiata in una relazione sessuale non protetta. 
Nanda è una ragazza di vent'anni, nel 1986, innamorata della vita, allegra, solare, ribelle e rivoluzionaria, è fidanzata con il cugino Caique e all'improvviso sta sempre male...con una serie di esami il dott. Domingos scopre che è affetta dalla virus dell'Aids e la sua vita irremediabilmente cambia, nonostante l'amore della famiglia e del ragazzo, Nanda deve affrontare lo stigma sociale e la certezza (nel 1986 di AIDS si moriva abbastanza velocemente) della morte. 
La novela è ancora in onda quindi ancora non si conosce il finale della storia di Nanda...

E' importante e è stato importante parlare di AIDS al grande pubblico per far conoscere a fasce trasversali di pubblico la malattia e i modi per non essere contagiati e a non avere paura delle persone che purtroppo hanno contratto la sindrome. 
Malgrado l'avanzamento della medicina non c'è ancora una cura definitiva per questa malattia. 
Vengono curate di volta in volta le infezioni  provocate dal virus e si cerca di rinforzare il sistema immunitario dei sieropositivi, insomma non si muore più velocemente come negli anni 80-90 ma comunque è una malattia incurabile. 
La trasmissione avviene solo per via sessuale e sanguigna, quindi un sieropositivo con le dovute precauzione può continuare ad avere una qualità della vita buona. 
Ma la prevenzione rimane ancora l'unica forma per non contrarre il virus dell'HIV e di questo se ne parla sempre meno, l'AIDS per il grande pubblico è sparita o è stata declassata a malattia venerea ma di HIV si continua a morire.


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