domenica 7 aprile 2013

Rassegna: "La casa delle sette donne" (parte prima)

Oggi voglio parlarvi della miniserie brasiliana del  2003, "A casa das sete mulheres" (La casa delle sette donne- Garibaldi, eroe dei due mondi), con la regia di Jayme Monjardim e Marcos Schechtmann.
Nel cast troviamo attori del calibro di Eliane Giardini, Bete Mendes, Nivea Maria e talenti più giovani come Camila Morgado, Mariana Ximenes, Samara Felippo, Daniela Escobar, Thiago Lacerda e Thiago Fragoso.




La miniserie è figlia della telenovela, è una storia più breve, generalmente prodotto "fechado", ossia i capitoli sono già stati scritti prima della messa in onda, a differenza della telenovela che può essere scritta anche durante la sua esibizione.
Di solito le miniserie si occupano di periodi storici significativi di un paese, di personaggi famosi, oppure sono delle trasposizioni di opere letterarie.
Nel caso di "A casa das sete mulheres" ci sono tutti questi elementi, poiché la storia racconta del momento storico della Rivoluzione Farroupiha in Brasile, del personaggio di Giuseppe Garibaldi ed è una trasposizione di Maria Adelaide Amaral e Walter Negrao, con collaborazione di Lùcio Manfredi e Vincent Villari, di un romanzo di Letìcia Wierzchowski .

Il libro della Wierzchowski è composto da ben 511 pagine, nelle quali, oltre a raccontare la storia della Guerra dos Farrapos, si narrano le vicende di sette donne della famiglia del generale Bento Gonçalves, leader dei Farroupilhas, che furono isolate in una Estancia lontane dalla guerra.
L'opera è divisa in 10 capitoli, ognuno dei quali corrisponde ad un anno della rivolta e, alla fine di ognuno di essi, il lettore può trovare i "Cadernos de Manuela", delle pagine scritte dalla nipote di Bento Gonçalves (realmente esistita), prese direttamente dal suo diario.


TRAMA COMPLETA*:
*non leggere se non si vuole conoscere tutta la storia e il finale.



La storia, tratta dal libro di Wierzchowski Leticia “La casa delle sette donne”, si svolge in Brasile all’epoca della Rivoluçao dos Farrapos (la rivoluzione degli straccioni) nel 1834 a cui partecipò anche Giuseppe Garibaldi.
A dirigere la rivoluzione è Bento Gonçalves (Werner Schünemann), che lascia a casa le donne della sua famiglia: la moglie Caetana, le sorelle Ana Joaquina e Maria, le nipoti Manuela, Mariana e Rosaria, e la figlia Benedetta.
Caetana (Eliane Giardini), donna forte e innamoratissima del marito, ha sette figli, Joaquim, Bentinho, Benedetta, Leao, Marco Antonio, Maria Angelica e Aninha; Maria (Nivea Maria), invece, donna fredda e prepotente e madre di Manuela, Rosaria e Mariana, si è sposata solo per volere del padre e nasconde un segreto riguardo al suo passato.
Bento e Caetana sono molto legati tra di loro e sono un esempio di coppia innamorata e felice. Ciò suscita la gelosia di Bento Manoel Ribeiro (Luis Melo), abile stratega che si schiera sia per gli imperiali che per i repubblicani. L'uomo è ossessionato dalla bella Caetana, la quale lo ha sempre rifiutato e ha fatto un patto col diavolo per poter sconfiggere i suoi rivali, senza però mai riuscire a conquistarla.
Manuela (Camila Morgado), dopo l’arrivo dell'italiano Giuseppe Garibaldi (Thiago Lacerda), se ne innamora e lotta contro la sua famiglia per potergli restare accanto, nonostante sua madre la voglia in sposa a suo cugino Joaquim (Rodrigo Faro).
Garibaldi si innamora realmente di Manuela, attratto dalla sua purezza e determinazione, ma, quando parte per combattere una nuova battaglia, si rende conto di non poter dare un futuro alla giovane, abituata alle comodità e ad una vita piuttosto serena, e quindi decide di partire scrivendole una lettera in cui le dice che il loro amore non terminerà mai ma che non farà ritorno alla Estancia....
Manuela, distrutta, tenta di andare avanti ma nel cuore porterà sempre il ricordo del suo amato Giuseppe.
Così decide di raggiungerlo a Laguna, nel bel mezzo della guerra, per cercare di stargli vicino e lì conosce Anita (Giovanna Antonelli) che nel frattempo è diventata la compagna dell'italiano.
Anna Maria de Jesus Ribeiro, chiamata affettuosamente Anita da Garibaldi, era stata costretta a sposarsi all'età di 14 anni con Manuel Duarte de Aguiar, un ubriacone schierato dalla parte degli imperiali, e, quando conosce Giuseppe, se ne innamora subito e abbandona il marito per lui.
Tra Giuseppe e Anita nasce un sentimento molto forte poiché i due condividono tutto, soprattutto gli stessi ideali e sono inseparabili.
La ragazza non ha paura di niente e combatte accanto al suo amato, rischiando anche la vita, cosa che invece Manuela non avrebbe potuto fare.
Anita rimane incinta e per volere del destino sarà proprio Manuela ad aiutarla a partorire Menotti.
Dopo varie battaglie Garibaldi si rende conto di far correre troppi pericoli alla sua famiglia e, per proteggerla, decide di andare in Uruguay con la moglie e il figlio.
Manuela torna a Pelotas, all'Estancia e sceglierà di rimanere sola tutta la vita (fino a 84 anni) continuando ad amare sempre un solo ed unico uomo, il suo italiano Giuseppe Garibaldi.
Rosaria (Mariana Ximenes), invece, si innamora i del capitano della schiera imperiale, opposta a quella di suo zio Bento, il giovane Stefano Sanchez (Thiago Fragoso).
I due si innamorano a prima vista, quando lui la salva dalle violenze di un soldato del suo schieramento, che poi ferisce.
Rosaria non fa altro che pensare a lui e sogna di poterlo sposare, ma la famiglia di oppone, essendo un ufficiale caramuru, nemico della famiglia.
Stefano viene ferito in battaglia e Rosaria, che aveva avuto un brutto presentimento, lo trova e lo porta nel capanno dell'Estancia, facendosi aiutare dalla schiava Luzia.
Dopo essersi recuperato grazie alle cure amorevoli di Rosaria, Stefano viene scoperto e, temendo per la sua vita, la ragazza, con l'aiuto di sua sorella Manuela, lo fa fuggire di notte su una barca.
Il giovane promette di tornare e Rosaria, seppur triste per la sua partenza, è sicura di rivederlo e di amarlo più di ogni altra cosa al mondo.
Intanto Maria vuole farla sposare da Alfonso Corte Real (Murilo Rosa), uno degli ufficiali di fiducia di Bento Gonçalves. Rosaria però rifiuta la sua corte e gli fa capire di essere innamorata di un altro.
Nonostante non riceva più notizie di Stefano, la ragazza continua ad aspettarlo al capanno e a spedirgli delle lettere, grazie all'aiuto di Chico Mascate (Zé Victor Castiel), un ambulante che in passato l'aveva aiutata a comunicare col caramuru.
Un giorno però, durante una battaglia, Stefano viene ucciso proprio da Corte Real (Murilo Rosa), e da quel momento la ragazza, non credendo alla terribile notizia e accecata dal dolore, vive una storia immaginaria con lui e viene rinchiusa in convento dalla madre.
Anche lì in convento, Rosaria continua a vedere Stefano e a parlarci, facendo preoccupare i familiari e le suore, fino a che si renderà conto della verità e si lascerà morire per raggiungere il suo amato.
Manuela infatti dirà che sua sorella è morta dal desiderio di morire.
Storia del tutto diversa è quella di Benedetta (Daniela Escobar), la quale conosce Ignazio (Marcello Novaes) mentre stava facendo un bagno alla cascata dopo aver accompagnato sua cugina Manuela in uno dei suoi incontri con Giuseppe Garibaldi.
Tra i due è subito amore ma il giovane le nasconde di essere sposato.
Quando la ragazza scopre che Teresa (Sabrina Greve), la sua vicina di casa debole e malata, è proprio la moglie di Ignazio, si sente in colpa e tenterà di dimenticarlo. Ma l’amore crescerà sempre di più e sarà proprio Teresa, la quale ha scoperto che il marito è innamorato di Benedetta, in punto di morte, a chiedere alla ragazza di sposare suo marito e di renderlo felice.
I due avranno una bambina, che Benedetta deciderà di chiamare Teresa, e il parto sarà assistito da Manuela.
Un'altra storia della miniserie è quella di Mariana (Samara Felipo), la più giovane delle donne, che sogna di sposarsi con Netto, soldato al servizio dello zio, ma il destino avrà in serbo per lei un altro amore.
Infatti conosce João Gutierrez (Heitori Martinez), stalliere dell' Estancia, chiamato da Bento Manuel per difendere le donne dagli attacchi dei nemici.
Mariana è catturata dalla bellezza e dalla forza del giovane e inizia a stuzzicarlo per farsi notare. Il bel mandriano le regge il gioco e finisce per innamorarsi perdutamente di lei.
Ad opporsi a questo legame sarà sua madre Maria, che vorrebbe rinchiuderla in convento insieme alla sorella Rosaria.
La ragazza, però, continua la sua relazione con João, e rimane incinta di lui.
Maria, scioccata, la rinchiude in una camera e non le permette di uscire. Antonia decide di portare sua nipote nella sua Estancia e occuparsi di lei e del bambino che sta per nascere.
Dopo vari ostacoli, proprio grazie alla relazione della figlia con il madriano, Maria riesce rivelare il suo segreto e ad aprire il suo cuore che negli anni si era riempito di troppi rimorsi e non era più capace di amare.
La donna, infatti, da giovane era rimasta incinta del suo grande amore, ma aveva abortito perché non aveva avuto il coraggio di affrontare il padre e rompere il fidanzamento con Anselmo, l'uomo che i suoi genitori avevano scelto per lei.
Repressa e molto infelice, Maria non aveva avuto più notizie dell'uomo che amava e alla fine scopre che è stato ucciso da suo padre, nonostante lei si fosse sposata con Anselmo.
Piena di sensi di colpa si riavvicina alla figlia Mariana e al nipotino che aveva sempre rifiutato.
Alla fine della guerra le vite delle sette donne saranno totalmente cambiate, ma l’amore regnerà sempre nella loro famiglia.
(trama a cura di Marianna. Si prega di non copiare il contenuto in altri siti, grazie!)

DIFFERENZE TRA LIBRO E MINISERIE:
Una delle differenze esistenti tra il romanzo e la miniserie riguarda senza dubbio la personalità delle donne della storia.
Il personaggio femminile più diverso è quello di Maria, madre di Manuela, Rosaria e Mariana, e sposa di Anselmo.
Nella miniserie Maria è una donna fredda, piena di astio e risentimento, che disprezza il marito e che non lascia le sue figlie libere di decidere per la propria vita, soprattutto quella sentimentale.
Nel romanzo Maria è, invece, una donna semplice, paziente, innamorata del marito, senza il quale non prende alcuna decisione, che vive per i suoi figli, molto simile al personaggio di Ana.
Manuela nel romanzo ha solo quindici anni ed è la più piccola dei figli di Maria e Anselmo, mentre nella miniserie ne ha 22 ed è più vecchia di Rosario e di Mariana.
Nella storia originale Manuela e Garibaldi decidono di lasciarsi dopo che la giovane non accetta di seguirlo in battaglia perché non ha il coraggio di abbandonare la sua casa e la sua famiglia. Per questa decisione Manuela non si sposerà mai e vivrà una vita di solitudine.
Nella miniserie Manuela ha lo stesso finale, anche se nel corso della storia inventata diventerà una donna più forte e coraggiosa quando saprà della relazione tra Garibaldi e Anita.
Infatti la ragazza si unirà alle truppe dei farroupilhas aiutando i soldati feriti.
Il personaggio di Anita è solo citato nel romanzo della 
Wierzchowski, mentre nella miniserie ha un ruolo fondamentale nella storia.
Il triangolo amoroso tra Corte Real, Rosaria e Stefano non esiste nel libro; Rosaria non conosce nessun soldato imperiale nella realtà, ma impazzisce e immagina di vederne uno e si convince che sia l'uomo della sua vita. Per questa ragione verrà chiusa in un convento.

La maggior parte delle scene riguardanti la guerra che sono presenti nel libro, appaiono anche nella miniserie.
Tra le scene modificate dagli autori ci sono quelle che conferiscono un tono maggiormente drammatico alla storia, ossia quelle delle visite di Bento alla sua famiglia.
Nel libro queste visite avvengono quando il generale ha bisogno di riposare o partecipare ad eventi familiari o feste, come il Natale o il matrimonio di sua figlia Benedetta Perpetua.
Nella miniserie, oltre a questi eventi, troviamo molte riunioni di politici, discussioni su decisioni da prendere per il conflitto, cosa che in realtà non avviene nell'Estancia.
Altra scena modificata è quella della fuga di Bento dal carcere; nella miniserie il generale paga  un soldato imperiale affinché non denunci la sua fuga, cosa che non viene minimamente citata nel libro.
Gli autori della miniserie hanno cambiato anche l'ordine cronologico riguardante la morte dei due cognati di Bento, ossia di Anselmo e Pedro.
Nel libro avviene prima l'assassinato di Pedro, marito di Ana, e poi quello di Anselmo, sposo di Maria. Nella miniserie avviene il contrario.
Inoltre Anselmo nella storia della 
Wierzchowski muore in un'imboscata degli imperiali e la sua morte viene vendicata da suo figlio e da quattro nipoti.
Nella miniserie Anselmo muore per salvare la vita a Bento.
Pedro, invece, nel libro raggiunge ferito l'Estancia e muore tra le braccia di sua moglie; nella miniserie Pedro arriva già morto a casa.

Anche la morte del Capitano Onofre è stata modificata: nella miniserie viene ferito durante un duello con Bento, mentre nel libro muore in battaglia.
Pedro, il figlio di Ana, nella storia originale muore molto giovane in battaglia, mentre nella miniserie lo vediamo sempre in vita.
Personaggio completamente escluso dalla storia televisiva e presente, invece, nel libro, è Antonio, unico figlio maschio di Maria e Anselmo,uno dei pochi a sopravvivere alla guerra.
Al contrario il personaggio di Luigi Rossetti, nominato poche volte nel romanzo come un giornalista che lotta per i suoi ideali repubblicani, ha un ruolo decisivo nel governo farroupilha insieme a Garibaldi nella miniserie.
Lo stesso vale per Bento Manuel, personaggio senza scrupoli che si è alleato con i farroupilhas e poi con gli imperiali, ma che nella miniserie vediamo anche innamorato di Caetana, cosa che non viene mai raccontata nel libro.

LA CONDIZIONE DELLA DONNA DELL'EPOCA:

Nel contesto sociopolitico del Rio Grande nella prima metà del secolo XIX, sette donne della famiglia di Bento Gonçalves da Silva, isolate in un'estancia per dieci anni, ci mostrano quella che era la condizione della donna dell'epoca, rivelando la costruzione egemonica patriarcale della famiglia. Manuela, Rosaria e Mariana si ribellano a tale costruzione, esigendo una vita più libera e maggiore considerazione
Bento Manuel, nella pagine del libro,paragona l'oppressione femminile a quella del Rio Grande oppresso dagli Imperiali.
Quando Bento Gonçalves rifiuta di concedere la mano di Manuela a Garibaldi dice: "Le nostre spose restano in casa, non vanno in guerra. Sono le chinas (le donne che seguivano le truppe in guerra per soddisfare i piaceri dei soldati), le lavandaie, le venditrici e le donne dei soldati minori che vanno in guerra".Manuela va contro sua madre Maria, una donna molto rigida ed autoritaria che esige che le figlie restino vergini fino al matrimonio. "La libertà degli uomini è una cosa, la libertà delle donne è un'altra" dice in occasione del compleanno di Benedetta quando si parla dei soldati della famiglia.
Manuela soffre molto per questa imposizione e afferma: "Prodigiosa è la fortuna di chi nasce uomo e ha tanto potere".



Camila Morgado è Manuela.

Manuela inizialmente è debole e non trova il coraggio di ribellarsi a tutto questo, ma poi acquista una forza tale da lasciare la sua casa ed inseguire il suo amato, nel frattempo innamorato di un'altra.
Rosaria, sua sorella, dimostra fin da subito un comportamento di resistenza al dominio maschile e trova nella follia il mezzo attraverso il quale può ottenere la libertà di vivere la sua storia d'amore con Stefano, soldato appartenente allo schieramento opposto a quello della sua famiglia, e quindi considerato nemico.Anche Mariana riflette molto sul ruolo della donna del suo tempo e dice: "Io vorrei essere un uomo, un soldato farrapo. Loro sono liberi di litigare, di combattere per i propri ideali, di ubriacarsi e di divertirsi con le chinas".
Diversa è la posizione di Benedetta che, quando Rosaria consiglia a Manuela di correre dietro a Garibaldi, dice: "Come può una donna sola, sotto la pioggia, con il Rio Grande in guerra, rischiando di essere derubata, violentata...", e riesce a convincere la cugina a non partire.
Uno dei pochi personaggi maschili capaci di criticare il ruolo della donna nella società del tempo è Giuseppe Garibaldi.
Infatti dice ad Anita: "Ci sono tante prigioni, Anita. Una di queste è la famiglia e la classe sociale". Oppure quando parla di lei dicendo: "Una grande combattente, condannata ad essere una donna in un mondo di maschi".
Quando Manuela raggiunge il suo amato Garibaldi gli dice: "Come invidio la libertà delle chinas, esse vanno dove vogliono e non dove la mandano, come accade con noi".
E anche Barbara, figlia di uno dei generali farrapos, afferma: "Non c'è differenza tra chinas e signore, il nostro destino è sempre determinato dagli uomini".
Joana, figli di Onofre Pires, altro generale farrapo che abbandonò sua madre per sposare un'altra di buona famiglia, sogna di diventare sarta e dice al padre: "Il destino di una donna capace di mantenersi da sola è un destino benedetto, colonnello!". E lui le risponde: "Joana,una donna può essere solo domestica, china e suora. Le sarte sono prostitute, non ho inventato io il mondo, figlia mia".



CONTINUA....

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